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Civica, a che punto siamo?
La Civica, a che punto siamo?
 
In questo articolo, scritto nell’autunno del 2017 dopo il successo della votazione popolare sull’insegnamento della Civica, Alberto Siccardi esprime tutta la amarezza per aver dovuto spendere quattro anni di energie e subito insulti da una parte del corpo insegnante, per ottenere quanto invece è chiaramente prescritto dalla Costituzione, l’insegnamento della Civica nelle scuole.
 
Qualcuno penserà che sia ormai tempo di smettere di parlare di Civica, ma purtroppo non è così, se si crede veramente che essa debba essere insegnata.
Sembra che le acque si siano calmate, come sempre, dopo le tempeste, ma a ben vedere siamo di nuovo ad un altro punto di partenza.
Pochi giorni fa alla Università Balgrist di Zurigo mi hanno detto, senza sapere che ero un promotore, "ma che bella cosa hanno fatto i ticinesi, lo faremo anche noi ".Segno che siamo su una strada che molti cantoni percorreranno, e ,se del caso, cercheremo di aiutare.
Ma siamo all'inizio e dobbiamo essere coscienti del fatto che le promesse del DECS potrebbero andare diluite nel tempo e sparire come l'acqua nella sabbia. Del resto da ben 16 anni la Civica non è stata insegnata adeguatamente dopo un assicurazione formale delle autorità preposte.
Sembra che per l'autunno 2018 saranno terminati i processi di modifica dei regolamenti della scuola e la messa a punto dei contenuti. Ma non è ufficiale.
Cercheremo, seguendo il principio della legge sulla Trasparenza, di avere notizia dei programmi di lavoro e del loro svolgimento.
Ma cosa ci porta a tanta prudenza nel cantare vittoria? Una serie di riscontri non tanto belli, passati e presenti.
Non tanto gli insulti e le provocazioni verso i Promotori, e di conseguenza al 64 percento dei votanti Ticinesi, ma la convinzione inaccettabile, emersa chiaramente durante le campagna prima delle votazioni, di non avere il dovere di rendere conto alla gente e ai ns giovani dei loro insegnamenti. Ci conforta la convinzione, suffragata da tante testimonianze, che moltissimi insegnanti si dissociano non solo dalla campagna denigratoria contro i sostenitori della Civica ma anche dalla freddezza verso questo insegnamento. In sostanza la parte migliore del corpo insegnante crede che la Civica debba essere insegnata e non avrà difficoltà ad insegnarla.
Non ci sbagliamo, noi sostenitori del SI, quando crediamo che i nostri giovani debbano ,fra tante altre materie, imparare le basi della nostra cultura svizzera. Questo deve succedere, DEVE, perché è scritto nella nostra Costituzione Federale, perché in nessuna votazione né comunale né cantonale né federale nessuno di noi ha mai votato per cambiare questo pilastro che da secoli ha fatto grande questo Paese. E che ci distingue oggi da tutti gli altri Paesi del mondo, in quanto a vera libertà, vera Democrazia e vera Dignità sociale.
I Diritti dell'uomo, quelli tanto invocati fino alla noia in tante occasioni per difendere i paesi in via di sviluppo, per condannare la tortura e i genocidi e evitare le guerre, aiutare i migranti legali e non, affondano tutti le radici nella natura stessa dell'uomo e nelle sue aspirazioni di libertà e evoluzione sociale.
In questi tre mesi in Ticino abbiamo capito tante cose, qualcuno ha detto che abbiamo fatto uscire certi mostri dalla caverna ,da dove essi governavano un mondo che invece ci appartiene, quello della nostra cultura, della formazione dei nostri figli.
Dobbiamo essere coscienti del fatto che fra la file degli insegnanti, gli stessi che devono "educare alla cittadinanza" i nostri ragazzi, c'è chi ci ha dato dei fascisti perché abbiamo spinto a votare SI il nostro cantone. E chi ha usato all'indirizzo della legge approvata dal Gran Consiglio apprezzamenti  da osteria. Quelli che osannano la educazione alla cittadinanza!
Ma all’orizzonte c’è una altra minaccia,” La scuola che verrà” sta per entrare nella fase di sperimentazione, per la modica cifra di 14 milioni.
Sono anni che se ne parla e se ne dibatte, ora è tempo di leggere il testo di legge più volte modificato e di coglierne gli aspetti didattici e, ancor più rilevante, quelli sociali.
Trovate il testo sul sito www.lacivicainticino.ch con alcuni commenti firmati da persone competenti della scuola.
 


Pubblicato il 12.10.2017 14:40

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