Atti parlamentari
Votazione popolare cantonale del 24 settembre 2017: educhiamo i giovani alla cittadinanza
Interpellanza Pamini - Filippini - Galeazzi - Morisoli - Pinoja / DECS

Votazione popolare cantonale del 24 settembre 2017: Educhiamo i giovani alla

cittadinanza

del 4 settembre 2017

1. Premessa

Il 24 settembre 2017 le cittadine ed i cittadini ticinesi aventi diritto di voto in materia cantonale saranno chiamati a decidere se accettare le proposte di modifica degli artt. 23a e 98 della Legge della scuola. Tali modifiche mirano ad introdurre nella Scuola media e nelle scuole medie superiori un insegnamento della civica valutato con nota a sé stante e, laddove possibile, con materia separata.

Le suddette modifiche sono state accettate il 28 maggio 2017 dal Gran Consiglio ticinese con 70 voti favorevoli, 9 voti contrari, 4 astensioni e 1 non votante1 sulla base del rapporto redatto per la Commissione scolastica da Michele Guerra in risposta all’iniziativa popolare legislativa generica IP1272 del 27 marzo 2013 “Educhiamo i giovani alla cittadinanza (diritti e doveri)”, dichiarata il 24 novembre 2015 dal Gran Consiglio ricevibile3. Il rapporto del 15 maggio 2017 di Michele Guerra è stato firmato da deputati di tutti i gruppi parlamentari (quelli del gruppo socialista per le conclusioni).

2. Lo scontro tra i fronti e la votazione popolare

A conclusione di ben quatto anni di negoziazioni, il Comitato di iniziativa si è dichiarato d’accordo con il compromesso formalizzato nel suddetto rapporto e accettato il 28 maggio 2017 a larga maggioranza dal Gran Consiglio. Tuttavia, alla luce delle discussioni e delle prese di posizione intercorse negli anni, il Comitato ha deciso di non ritirare l’iniziativa al fine di permettere una discussione pubblica ed infine chiedere il parere popolare.

Infatti, durante tutti gli anni passati il confronto è stato molto acceso. A titolo di esempio, dopo il deposito dell’iniziativa il Consiglio di Stato aveva addirittura espresso il 25 marzo 2015 la temeraria opinione che l’iniziativa popolare legislativa generica IP127 non fosse ricevibile4, critica che il Comitato d’iniziativa ha dovuto contrastare a proprie spese con una perizia di parte del 18 agosto 2015 commissionata all’avv. dr. Pietro Crespi.

Anche i toni del confronto sono stati da subito molto accesi, benché docenti ed esperti personalmente coinvolti con l’insegnamento della civica, vivacemente contrari all’iniziativa, abbiano formalmente riconosciuto che l’educazione alla cittadinanza non viene svolta con lo stesso interesse in tutte le sedi scolastiche. Questo infatti quanto gli storici Maurizio Binaghi, presidente dell’Associazione ticinese degli insegnanti di storia (ATIS), Claudia De Gasparo, ATIS e Pasquale Genasci, esperto di storia della scuola media e formatore DFA hanno dichiarato il 24 febbraio 2014 durante l’audizione davanti alla Commissione scolastica5.

1

http://www4.ti.ch/poteri/gc/attivita/archivio-sedute/archivio-sedute-gc-dal-2004/dettaglio/?user_gcparlamento _pi9[odgId]=5178

2

http://www4.ti.ch/index.php?id=83064&r=1&user_gcparlamento_pi8[attid]=93393&user_gcparlamento_pi8

[tatid]=104

3

http://www3.ti.ch/CAN/fu/2015/BU_053.pdf

4
Cfr. pagina 3 del rapporto del 20 novembre 2015 circa la ricevibilità dell’IP127,

http://www4.ti.ch/fileadmin/POTERI/GC/allegati/rapporti/21227_IP%20Educhiamo%20i%20giovani%20alla% 20cittadinanza%20-%20Ricevibilit%C3%A0%20-%20R%2020.11.2015.pdf

5
Cfr. pagina 2 del rapporto del 20 novembre 2015 circa la ricevibilità dell’IP127, op. cit.

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Attualmente, gli argomenti a sostegno delle suddette modifiche della Legge della scuola sono presentati sul sito web www.lacivicainticino.ch, mentre quelli dei contrari sul sito web www.cittadinanza.ch. Inoltre, sulla stampa cantonale vengono regolarmente pubblicate accese prese di posizione a favore o contrarie, anche di note personalità della scena politica ed intellettuale cantonale.

3. Domande

Con la presente interpellanza, i sottoscritti pongono al Consiglio di Stato alcune domande in merito alla corretta informazione delle cittadine e dei cittadini ticinesi in relazione alla votazione popolare cantonale del 24 settembre 2017 “Educazione civica, alla cittadinanza e alla democrazia”. I sottoscritti ritengono che ciò sia un oggetto d’interesse pubblico generale ai sensi dell’art. 97 cpv. 1 della Legge sul Gran Consiglio e sui rapporti con il Consiglio di Stato (LGC)6.

Considerata l’attualità di quanto precede e in applicazione dell’art. 97 cpv. 4 LGC, poiché la presente interpellanza è presentata almeno 10 giorni prima della seduta di Gran Consiglio del 18 settembre 2017 si chiede che il Consiglio di Stato risponda, come è tenuto a fare, in tale seduta stessa.

Se lo desidera, giusta l’art. 97 cpv. 5 LGC il Consiglio di Stato può distribuire in aula in forma scritta ai deputati presenti la sua risposta alle domande che seguono.

Tutto ciò premesso, ci pregiamo chiedere al Consiglio di Stato quanto segue.

  1. Di verificare e confermare che in nessuna sede scolastica cantonale organi di direzione abbiano scritto al relativo corpo docenti, tramite posta cartacea o elettronica intestata o recante un indirizzo ufficiale, prese di posizione e istruzioni circa cosa votare e far votare in relazione alla votazione popolare cantonale del 24 settembre 2017 “Educazione civica, alla cittadinanza e alla democrazia”.

  2. Di verificare e confermare che in nessuna sede scolastica cantonale si sia dedicato del tempo ufficiale di riunione dei consigli docenti e consigli di istituto (pagato dai contribuenti ticinesi), tenutisi in concomitanza con l’inizio del nuovo anno scolastico, per organizzare le azioni contrarie alla proposta in votazione popolare cantonale del 24 settembre 2017 “Educazione civica, alla cittadinanza e alla democrazia”. Infatti, finché vale lo statu quo e la proposta non sia approvata dai cittadini in votazione popolare, le sedi scolastiche non necessitano di discutere e implementare alcuna misura in relazione al tema oggetto della presente interpellanza. Naturalmente, ciò non esclude che nel proprio tempo libero docenti prendano pubblicamente posizione a favore o contro le proposte di modifica della Legge della scuola messe in votazione popolare.

  3. Di verificare e confermare che in nessuna sede scolastica cantonale vi siano state comunicazioni in forma scritta o orale verso i genitori delle alunne e degli alunni circa cosa votare e far votare in relazione alla votazione popolare cantonale del 24 settembre 2017 “Educazione civica, alla cittadinanza e alla democrazia”, né tantomeno comunicazioni circa la portata ed il contenuto dell’oggetto in votazione. Infatti, non sta agli istituti scolastici cantonali orientare i genitori delle alunne e degli alunni circa i contenuti delle votazioni popolari.

  4. Qualora ai punti 1., 2. e 3. risultasse che organi di una o più sedi scolastiche abbiano diffuso tali informazioni o abbiano dedicato tempo di lavoro al tema in votazione, si chiede di rendere note tali sedi.

6

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https://www3.ti.ch/CAN/RLeggi/public/index.php/raccolta-leggi/legge/vid/02_93

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  1. Qualora ai punti 1., 2. e 3. risultasse che organi di una o più sedi scolastiche abbiano diffuso tali informazioni o abbiano dedicato tempo di lavoro al tema in votazione, chiediamo al Consiglio di Stato se ritiene che tale comportamento sia esemplare, in particolare in relazione alla funzione sociale e all’autorità che la Scuola ha nel trasmettere informazioni e sapere alla cittadinanza.

  2. Qualora al punto 5. il Consiglio di Stato ritenesse che tale eventuale comportamento di organi di una o più sedi scolastiche sia criticabile, chiediamo al Consiglio di Stato se e quali misure disciplinari esso intende deliberare nei confronti di tali organi.

Paolo Pamini
Filippini - Galeazzi - Morisoli - Pinoja 




Pubblicato il 04.09.2017 10:11

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