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Quanto vale la benzina di un auto a noleggio
Quando si viaggia, alcuni semplici dettagli possono aprire le porte a riflessioni che sono costate secoli di elaborazione della scienza economica e che tutt’oggi traggono in errore molte persone. In vacanza durante la pausa estiva, ad alcuni delle mie dodici lettrici e lettori capiterà probabilmente di noleggiare un’automobile. Qual è, da un punto di vista economico, il costo della benzina dell’autonoleggio?
Ammettiamo che l’auto venga consegnata con il pieno e che vada restituita con il pieno. Il costo della benzina che bruciamo oggi viaggiando spensierati qua e là non è il prezzo pagato dal noleggiatore per riempire il serbatoio poco prima del nostro ritiro, bensì il prezzo futuro (!) della benzina che dovremo fare prima della riconsegna. Benché da un punto di vista fisico si bruci benzina contenuta ora nel serbatoio, da un punto di vista economico si brucia in realtà benzina futura. O meglio, il valore della benzina bruciata oggi equivale al prezzo della sua sostituzione.
Ancor meno intuitivo è inoltre constatare che il costo della benzina che si sta per bruciare ora è un valore puramente soggettivo, pari a quanto prevediamo di pagare al momento del prossimo pieno. Naturalmente, nella maggior parte dei casi e salvo imprevisti, per il pieno al momento della restituzione dell’auto ragionevolmente pagheremo un prezzo al litro molto simile a quello che vediamo oggi esposto nelle autopompe davanti alle quali sfrecciamo. Ma che dire se, per esempio in vacanza sulla piccola Isola d’Elba, ci giunge notizia di una mareggiata che durerà giorni e che bloccherà i rifornimenti di carburante? Tendenzialmente baderemo di più o di meno al consumo della benzina che oggi abbiamo nel serbatoio? E se troveremo un benzinaio non informato della mareggiata, che vende ancora la benzina ai prezzi di ieri, ci fermeremo o no a far subito il pieno?
Il paragone tra noi che cerchiamo di far benzina alle migliori condizioni prevedibili ed il benzinaio che cerca di massimizzare la cifra d’affari con la benzina in suo possesso mostra bene che non vi è alcuna differenza tra lui e noi: entrambi ragioniamo sul valore futuro e non su quello passato, il quale tutt’al più ci serve come orientamento. Al benzinaio non interessa quanto ha pagato ieri il rifornimento dell’autopompa: se oggi sa della mareggiata e della scarsità di benzina nella prossima settimana, egli alza già oggi il prezzo. Lo stesso vale per noi. Costi e ricavi (al momento della presa di decisione) sono pertanto soggettivi, perché si riferiscono a spese o incassi futuri che in questo istante possono solo essere ipotizzati. Dal paragone tra noi ed il benzinaio comprendiamo pure che entrambi agiamo esattamente con la stessa logica imprenditoriale, cercando di speculare sul futuro anticipandolo sulla base delle informazioni a nostra disposizione. La cosa non dovrebbe sorprendere, dato che in termini economici agire significa scegliere un’alternativa e rinunciare ad un’altra, e che appunto il costo della scelta è il beneficio (soggettivo) dell’alternativa che si è lasciata perdere. Noi facciamo il pieno oggi (prevedendo prezzi maggiori a causa della mareggiata) e rinunciamo oggi ad una pizza, il benzinaio vende oggi ad un certo prezzo anziché chiudere e speculare che possa vendere ancor più caro domani.
Cambierebbe qualcosa se dovessimo riconsegnare l’auto vuota? Per noi sì, ma non nel complesso. Il costo economico dell’ultimo pieno rimane il suo prezzo di sostituzione, questa volta pagato dal noleggiatore. Poiché il prezzo della benzina può variare, egli ci farà pagare un importo che gli darà un certo margine di sicurezza. Quanto ci vende altro non è che un’assicurazione, con un suo costo aggiuntivo (premio) equivalente al margine di sicurezza. Il costo economico della benzina che bruciamo oggi resta ciononostante il prezzo futuro. Buone e spensierate vacanze a tutte e a tutti!
Paolo Pamini
AreaLiberale ed Istituto Liberale


Pubblicato il 05.07.2017 13:27

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