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Svizzera e UE, ma dov'è la reciprocità nei bilaterali?
I bilaterali sono entrati in vigore nel 2002, nel 2007 la politica e la diplomazia avevano contrattualmente la possibilità di correggerli o disdirli. Nessuno ha ritenuto di proporre dei correttivi. Il capitolo sulla libera circolazione delle persone prevedeva fin da subito le ormai famose quanto inefficaci misure accompagnatorie. Significa che tutti sapevano che si trattava di una materia particolarmente pericolosa da maneggiare. Il 9 febbraio 2014, il popolo non ha votato di pancia e non è vero che ha votato senza sapere.

Al contrario, dopo 12 anni ha tirato una conclusione drastica fin che si vuole, ma solo perché nell’arco di questo tempo chi doveva e poteva correggere le storture, politica e economia, hanno insistito nel difendere una situazione che si deteriorava di anno in anno. Il disegno ideologico aveva il sopravvento sulla realtà. I motivi? Moltissimi, ognuno ne ha di buoni e dimeno buoni. E adesso? Per cominciare i bilaterali sono indispensabili e vanno usati con furbizia e intelligenza. Altro che disdirli!

Contengono capitoli importanti da rinegoziare, proprio adesso che la Ue rischia di sfasciarsi è il momento migliore. All’UE occorre far notare che in quegli accordi ci sono anche la reciprocità, l’applicazione è assolutamente asimmetrica da sempre. Nei contratti c’è anche la libera circolazione dei capitali, e vi pare che la Svizzera sia trattata da pari? Attacco al segreto bancario, black list, intercettazione dei clienti delle banche,  fanno parte dei bilaterali?

Che dire della libertà di trasporto e di circolazione; verificate i voli su Ginevra e soprattutto il sorvolo del suolo tedesco per giungere a Kloten. Non parliamo dell’innesto nella rete d’alta velocità europea a sud. Per non toccare il capitolo dei camion di 40 ton che intasano e riducono le nostre autostrade a sentieri. Se entriamo nel dossier bilaterale del libero commercio dell’energia ce n’è da spaventarsi. Per non dire delle centinaia di norme giuridiche del diritto UE che entrano in silenzio a gocce a gocce ogni giorno nel nostro diritto automaticamente! Ecco fermiamoci. I nostri negoziatori dovrebbero mettere sul tavolo un menù completo della situazione svizzera e non solo sentirsi in imbarazzo per il 9 febbraio. Se non sai cosa vuoi internamente, all’estero perdi.



Qui è l’esercizio difficile della politica federale, non quello di trovare il quoziente matematico del contingente. E in Ticino? Non si sta tanto bene. Con il voto del 9 febbraio e di Prima i nostri, si è voluto proteggere almeno ciò che resta. E’ stata una scelta obbligata al ribasso visto che siamo i più penalizzati dai bilaterali (traffico, capitali, lavoro). Un rimedio palliativo che durerà poco. Il problema è un altro. Da troppi anni la politica invece di produrre idee e misure per lasciar  creare lavoro e benessere aggiuntivo, si è concentrata solo su come ripartire la ricchezza esistente senza seminare per produrne di nuova. E la lotta per le sedie del Potere clientelare, invece della lotta di idee per produrre lavoro ha avuto il sopravvento (paralisi dei partiti e giochetti sui Preventivi sono lì da vedere). L’aumento dei moltiplicatori Comunali e l’ombra di quello automatico cantonale stanno a significare, zero idee e zero speranza per il futuro. In mancanza d’altro, il blocco delle frontiere è la  risposta del popolo alla politica economica fallimentare. E questo fa molta più paura della bocciatura del Preventivo 2017. Anziché sulla strada del rilancio competitivo 2015 (era il Libro Bianco del 1998), nel 2016 siamo definitivamente su quella del declino. Non si sa se controllato o incontrollato, con l’aria che tira non ci resta che sperare che sia almeno lento.

Pubblicato il 03.02.2017 15:50

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